"Diffamazione Online". Guida Pratica su Come Difendersi e Tutelare i propri Diritti.

10.05.2026

Nell'era dei social network, un commento d'odio o una falsa accusa possono fare il giro del web in pochi minuti, danneggiando gravemente la reputazione personale o professionale. Ma il web non è una "zona franca": la diffamazione online è un reato (spesso aggravato) e la legge offre strumenti precisi per reagire.

Ecco i passaggi fondamentali per difendersi efficacemente, con l'ausilio, altamente consigliabile, di un Avvocato.

1) Cristalizzare le prove prima che l'autore cancelli il post o il profilo;

2) Segnalare alla piattaforma. Ogni social network (Facebook, Instagram, X, ecc.) ha dei termini di servizio che vietano l'incitamento all'odio e le molestie. Se il contenuto è palesemente illecito, il gestore della piattaforma è tenuto a rimuoverlo per non diventare a sua volta responsabile.

3) Presentare la querela entro 90 giorni. La diffamazione via web è considerata diffamazione aggravata (art. 595 c.p.), poiché potenzialmente raggiunge un numero indeterminato di persone.

4) Richiedere il risarcimento danni. Attaccare la dignità personale e/o minacciare una persona scrivendo (quando non sfocia anche nel più grave reato di "stalking"): "sei un ladro", "ti prendo a schiaffi, ti faccio uscire il sangue dal naso", è reato, mentre criticare un'idea ("la tua idea è stupida") è diritto di critica. Nel primo caso si è tenuti a risarcire il danno secondo delle tabelle prestabilite:

  • Tenue gravità (es. lite social): €1.000 - €10.000.
  • Media gravità (es. accuse false diffuse): €11.000 - €30.000.
  • Elevata gravità (es. shitstorm): €31.000 - €50.000 ed oltre.


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