Oltre la fine: la psicologia della diffamazione social da parte dell'ex e come proteggersi.
La fine di una relazione porta con sé un carico fisiologico di dolore e distacco. Quando però il legame si interrompe in modo disfunzionale, può attivarsi una dinamica distruttiva: la diffamazione sociale mediata dagli schermi. In questi casi, il partner risentito trasforma le piattaforme digitali in un palcoscenico per la propria vendetta emotiva, dando in pasto a conoscenti ed estranei frammenti di intimità distorti, segreti confidati nel tempo e accuse infondate.
Dal punto di vista psicologico, la diffamazione agita dall'ex partner risponde a precisi meccanismi di difesa e manipolazione:
* Meccanismo di scissione: Il partner diffamatore non tollera il fallimento relazionale. Per proteggere il proprio Io, proietta interamente la colpa sull'altro, dipinto come il "carnefice", mentre si auto-percepisce come l'unica "vittima".
* Tentativo di controllo residuo: La fine della storia sancisce la perdita di potere sull'ex. Il fango mediatico diventa l'ultimo strumento per esercitare un controllo coercitivo, forzando la vittima a occuparsi ancora di lui/lei, seppur per difendersi.
* Distruzione del supporto sociale: L'obiettivo inconscio è terra bruciata attorno alla vittima. Colpendo la reputazione, il diffamatore mira a isolarla dal nucleo amicale, familiare e professionale, privandola della rete di sostegno necessaria per superare il lutto della separazione.
Il trauma per chi subisce questo attacco è profondo e si manifesta spesso con i sintomi tipici dello stress post-traumatico: ipervigilanza, ansia acuta, vergogna ingiustificata e senso di impotenza.
Cosa fare per tutelare la propria salute mentale?
Il primo passo per disinnescare il diffamatore è il No Contact. Replicare pubblicamente o privatamente ai post non fa che alimentare il circuito del risentimento, offrendo al manipolatore il nutrimento emotivo che cerca. Il silenzio non è sottomissione, ma un confine netto. La narrazione dell'ex non definisce chi siete; definisce unicamente l'incapacità dell'altro di elaborare la fine di una storia in modo maturo.
Avv. Rosario Condipodaro